Accompagnamento persone vulnerabili

vulnerabili

Accompagnare migranti forzati in condizione di vulnerabilità significa assistere uomini e donne che presentano traumi psicologici, psichiatrici, sanitari, subiti nei Paesi di origine, durante il viaggio o nei Paesi di transito.

Non meno importanti risultano poi le vulnerabilità che emergono in Italia: mancanza di prospettive ma anche di alloggio, cure e cibo sono esperienze estremamente traumatiche che possono mettere in crisi anche rifugiati e richiedenti asilo molto resilienti.

Per il Centro Astalli affrontare le vulnerabilità di cui i migranti spesso sono portatori è una sfida complessa che richiede competenze specifiche e una stretta collaborazione tra i diversi servizi di prima e seconda accoglienza. In assenza di risposte tempestive da parte del welfare pubblico, molto è lasciato alla creatività di operatori e volontari e alla versatilità di strutture che non sono organizzate per affrontare malattie psichiatriche, disabilità, traumi da abusi e tratta. Ciò rende estremamente complicato realizzare interventi progettuali che abbiano come fine ultimo l’integrazione dei migranti. Rimane il rischio di fallimento di percorsi che in ogni caso vengono avviati, grazie a un lavoro concertato tra operatori dell’accoglienza, legali e sanitari.

Per il Centro Astalli rientrano nel concetto di persone vulnerabili anche i nuclei monoparentali e i minori stranieri non accompagnati.

Statistiche 2018

Anche nel 2018 l’azione congiunta del centro di ascolto, dell’ambulatorio e del SaMiFo ha consentito di assistere richiedenti asilo e rifugiati in situazione di particolare fragilità: vittime di tortura, violenza intenzionale o abusi sessuali.

Testimonianze

Vittime di torture: certificare vuol dire denunciare Intervista a Carlo Bracci medico legale, presidente dell’Associazione Medici contro la tortura, da […]