Accompagnamento persone vulnerabili

vulnerabili

Accompagnare migranti forzati in condizione di vulnerabilità significa assistere uomini e donne che presentano traumi psicologici, psichiatrici, sanitari, subiti nei Paesi di origine, durante il viaggio o nei Paesi di transito. Non meno importanti risultano poi le vulnerabilità che emergono in Italia: mancanza di prospettive ma anche di alloggio, cure e cibo sono esperienze estremamente traumatiche che possono mettere in crisi anche rifugiati e richiedenti asilo molto resilienti. Il Centro Astalli infatti considera vulnerabili anche i nuclei familiari monoparentali e i minori stranieri non accompagnati, in virtù del loro status particolare.

Le esigenze dei migranti portatori di fragilità sono complesse e richiedono una presa in carico integrata in una prospettiva di accompagnamento di lungo periodo. Di conseguenza, sono essenziali l’esperienza degli operatori nell’individuazione e nell’emersione della vulnerabilità e la capacità di costruire reti in grado di supplire sollecitamente alla carenza di risposte da parte del welfare pubblico.

Nel corso dell’anno, la riduzione dei servizi sociali offerti dai Centri di accoglienza straordinaria, ha reso difficoltosa l’emersione e la cura tempestiva delle vulnerabilità. Gli ostacoli burocratici o legislativi, che rendono arduo ottenere o rinnovare un permesso di soggiorno, possono avere serie ripercussioni su persone particolarmente fragili, per le quali l’avvio e la riuscita dei percorsi di riabilitazione sono complicati dalla precarietà di vita cui sono costrette.

Statistiche 2019

Nel 2019 l’azione congiunta del centro di ascolto, dell’ambulatorio e del SaMiFo ha consentito di assistere richiedenti asilo e rifugiati in situazione di particolare fragilità: vittime di tortura, violenza intenzionale o abusi sessuali.

Testimonianze

Vittime di torture: certificare vuol dire denunciare