A Natale fai posto ai rifugiati

A Natale fai posto ai rifugiati

A Natale scegli di stare al nostro fianco, fai posto ai rifugiati: sostieni con una donazione i progetti di integrazione del Centro Astalli

La missione del Centro Astalli dal 1981 è accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati presenti in Italia.

Per noi accompagnare questi uomini e queste donne in un percorso di inclusione e inserimento nella società italiana vuol dire avviare progetti di integrazione fin dal loro primo giorno di accoglienza. Questa consapevolezza è alla base di ogni servizio che mettiamo in campo.

Nel percorso verso una nuova e concreta speranza di vita, le donne e gli uomini rifugiati devono compiere innumerevoli passi, un cammino che è spesso non privo di ostacoli. Dopo essersi lasciati alle spalle guerre e violenze, la strada verso l’integrazione nella società italiana sembra una meta lontana.

Favorirla significa continuare ad essere al loro fianco anche nel momento cruciale dell’uscita dal circuito dell’accoglienza assistita.

Fase fondamentale verso un piena integrazione dei rifugiati è quindi l’accompagnamento all’autonomia: un servizio con cui il Centro Astalli propone diverse azioni di orientamento e sostegno all’inclusione, attraverso le quali cerchiamo di favorire a piccole tappe l’avvicinamento ai due obiettivi fondamentali: l’indipendenza economica data da un lavoro e l’autonomia alloggiativa.

Cosa possiamo fare insieme

natale fai posto ai rifugiati - indipendenza economica autonomia alloggiativaInvestire nell’integrazione sociale ed economica di donne e uomini rifugiati è un’azione importante e lungimirante. È un modo per dare un contributo significativo alla crescita del nostro Paese. Aiutare chi vuole inserirsi e vivere in Italia è un gesto che in questo particolare momento storico è quanto mai necessario per costruire una società più aperta, più solidale, più giusta per tutti.
Insieme possiamo davvero costruire integrazione e fare spazio nelle nostre comunità ai rifugiati.

Diventa promotore di integrazione e supporta i nostri progetti di integrazione e accompagnamento all’autonomia con una donazione.

Sono varie le soluzioni concrete ed efficaci che puoi contribuire a sostenere:

- le spese per la formazione professionale o l’inserimento lavorativo di un rifugiato attraverso un tirocinio, corsi di formazione, corsi per la patente di guida, riconoscimento dei titoli di studio ottenuti nel Paese di origine;

- il pagamento di alcune mensilità di affitto per una famiglia rifugiata;

- la realizzazione di laboratori artistici, attività di sostegno allo studio, scambio linguistico e percorsi di educazione non formale presso il nuovo centro diurno “Matteo Ricci” dove i rifugiati, insieme a loro coetanei italiani, accederanno a percorsi innovativi per la loro inclusione sociale.

E siccome è importante per le persone rifugiate che vivono nelle nostre città potersi spostare, per raggiungere il luogo dove frequentano un corso di formazione scolastica o professionale, scegli di donare un abbonamento per il trasporto pubblico e cammina insieme a noi a fianco dei rifugiati #direzionefuturo

Una parte importante del percorso di integrazione è scoprire e rafforzare le proprie competenze. Per questo è importante sostenere l’empowerment e l’inclusione dei rifugiati.

09022016-DSC03913 (1)Segnali concreti di speranza ci incoraggiano a proseguire con convinzione nel lavoro che portiamo avanti grazie al prezioso sostegno di molti di voi, certi che il nostro impegno comune possa contribuire a costruire una società più giusta, libera, inclusiva e attenta alle potenzialità e alle aspirazioni di ciascuno.

Insieme possiamo fare molto, possiamo fare di più.

 

Le tante testimonianze di vita vissuta gli uni accanto agli altri, in comunità, sono dimostrazione, esempio concreto di quanto sia importante NON AVER PAURA, perché insieme si può.

I rifugiati si raccontano

Youssef
_DSC2101Mi chiamo Youssef, ho 30 anni e vengo dalla Siria. Ad Aleppo studiavo economia all’università e lavoravo, la mia era una vita normale. Poi improvvisamente è arrivata la guerra. Non potevo più rimanere lì, era troppo pericoloso. Sono scappato, a piedi, sotto i bombardamenti. Avevo paura di morire. Chi non ha vissuto una situazione del genere non può capire. Avevo dei sogni, degli obiettivi, volevo provare a realizzarli ma improvvisamente la mia vita era andata in frantumi. Quello che volevo era solo vivere al sicuro. Dopo un lungo viaggio sono arrivato in Italia. Qui, con mia moglie proviamo a ricominciare. Lo faremo insieme, per nostro figlio, che sta per nascere.

Moussa
AzizMi chiamo Moussa, ho 27 anni, vengo dal Mali. Studiavo legge e mi piaceva. Grazie a mia madre potevo studiare senza dover lavorare. Poi mia madre si è ammalata ed è morta. Ho iniziato a lavorare, per mantenere me e i miei fratelli. In una officina meccanica facevo la manutenzione delle auto del governo. Tutto andava bene fino a quando c’è stato un colpo di stato che ha creato molti problemi a tutti coloro che lavoravano con il governo. Sono stato messo in una prigione, torturato, picchiato e poi un giorno sono riuscito a scappare. Sono arrivato in Libia. Ancora una volta tortura e violenza. Poi il mare. Pensavo di morire, ne ero sicuro. Una nave ci ha salvato e ci ha portato in Sicilia. Ora sono rifugiato in Italia. So che non posso ricominciare a studiare legge subito, ma sono un bravo meccanico, conosco i motori e questo mi piacerebbe poterlo fare anche in Italia.

Sussy
Mirra - fai posto ai rifugiatiMi chiamo Sussy. Sono una rifugiata dal Camerun. Sono sola in Italia, ho una figlia che ho dovuto lasciare a casa di una mia amica. Non poteva venire con me. Troppi i rischi e troppa incertezza. Non ho scelto di venire in Italia. Dovevo scappare, la mia vita e quella di mia figlia erano in pericolo. La destinazione non mi importava, dovevo solo trovare un posto sicuro. Sono stata per molto tempo in Nigeria dove ho lavorato per raccogliere i soldi che mi servivano per partire. La mia prima casa in Italia è stata il Centro Astalli. Qui ci sono i miei amici, il mio medico, il mio avvocato. Ora vivo da sola, le difficoltà sono enormi, l’integrazione non è facile. Ero la direttrice di un grande albergo, ma qui i miei studi e la mia esperienza non bastano.

Sostieni i progetti di integrazione e autonomia

Insieme possiamo davvero incidere significativamente nella vita di Youssef, Moussa, Sussy e di tanti uomini e donne rifugiati.
Abbiamo bisogno anche di te per continuare nelle attività a sostegno dei migranti forzati.

IL TUO SOSTEGNO FARÀ LA DIFFERENZA

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Diffondi l’accoglienza e promuovi l’integrazione

natale fai posto ai rifugiati - accoglienze e integrazioneContribuisci a far conoscere i progetti di integrazione e semiautonomia portati avanti dal Centro Astalli, coinvolgi anche i tuoi amici per diventare insieme promotori di integrazione.

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GRAZIE DI CUORE da parte nostra e di quanti riusciremo a raggiungere, anche con il tuo aiuto!

 

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13 novembre 2017