Rifugiati: ai confini dell’umanità – Giornata Mondiale del Rifugiato

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2019, Luciano Manicardi, Priore della Comunità di Bose, Massimo Cacciari, filosofo, e Marco Damilano, direttore de L’Espresso, dialogano nel colloquio sulle migrazioni “Rifugiati: ai confini dell’umanità” organizzato dal Centro Astalli.

A 30 anni dalla caduta muro di Berlino, l’Europa si trova nuovamente a interrogarsi sulla relazione tra confini e conflitto. Il 9 novembre 1989, con l’apertura delle frontiere da parte della Germania orientale, cadeva uno dei simboli della “guerra fredda” e le ombre della minaccia nucleare parvero allontanarsi nel progetto dell’Europa casa comune, unita nella diversità. Oggi quell’Europa è ancora percorsa da muri, per un totale di quasi mille chilometri, sei volte la lunghezza del muro di Berlino.

Il costo umano delle barriere, sempre più lunghe e numerose in un’Unione Europea nata per abbatterle, continua a essere alto. I migranti sono confinati, respinti in zone non sicure, l’umanità sembra voler ignorare le loro voci. In un momento storico in cui il muro dell’indifferenza nei loro confronti sembra non essere mai stato così alto, ha particolare rilevanza celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato.

In memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa, giovedì 20 giugno alle ore 18:00 si tiene la preghiera ecumenica Morire di Speranza presso la Chiesa di Santa Maria in Trastevere a Roma, a cui partecipano comunità e associazioni di immigrati, rifugiati e organizzazioni di volontariato tra cui il Centro Astalli.

I contenuti dell’evento:

- La brochure “Rifugiati: ai confini dell’umanità”

- Discorso P. Camillo Ripamonti

- Il nuovo numero di Servir giugno 2019

- Nota alla stampa

- La registrazione audio e video dell’evento su Radio Radicale

Il video “Rifugiati: ai confini dell’umanità”: Soumaila, Jawad, Karamoko e Charity raccontano le loro storie, i muri incontrati durante il loro percorso di vita e i confini superati.

17 giugno 2019