Direzione futuro: un biglietto per l’autonomia

Può un biglietto dell’autobus contribuire a cambiare il futuro? Quello di un rifugiato sicuramente sì!

9452388539_04af3c99b5_oNel cammino quotidiano con i rifugiati si impara presto che è sempre il tempo dell’integrazione, dal primo giorno e in ogni tipo di accoglienza. L’integrazione è la sfida quotidiana, è la chiave di lettura di una società che si arricchisce ogni giorno di persone di origine straniera che hanno conosciuto guerra, persecuzione e dolore e per questo si impegnano per costruire la pace dove trovano protezione.

È importante per le persone coinvolte nei percorsi di integrazione e inclusione potersi spostare, per raggiungere il luogo dove frequentano il corso di italiano, le lezioni per prepararsi all’esame di terza media, un corso di formazione professionale, dove svolgono un tirocinio o devono sostenere un colloquio di lavoro.

Il biglietto o l’abbonamento dell’autobus sono strumenti indispensabili per l’autonomia di chi è accolto. Al Centro Astalli lo sperimentiamo ogni giorno.

La limitazione di misure e servizi volti all’integrazione dei richiedenti asilo, tra cui l’accesso all’utilizzo dei mezzi pubblici, rappresenta un disagio per le persone rifugiate che vivono nelle nostre città, soprattutto per chi è arrivato da poco in Italia e non ha ancora un reddito. 14434287141_ee07571508_o

Garantire continuità ai percorsi di autonomia che queste persone hanno iniziato si può. Come? Sostenendo quanti ogni giorno si impegnano per la propria formazione scolastica e professionale e per riscattare il loro futuro.

 

I rifugiati si raccontano

H., rifugiato dell’Afghanistan
Sono H., ho 25 anni e sono nato in Afghanistan. Ho lasciato mia madre quando avevo 14 anni, ho attraversato molti paesi da solo, con i trafficanti e con altri bambini conosciuti in cammino. Ho fatto il viaggio che fanno tanti afgani come me, costretti a scappare da un paese in cui la guerra non è mai finita davvero. Sono arrivato in Europa con un gommone carico di persone partito dalla Turchia. In Italia ho chiesto asilo politico. In sei mesi ho imparato l’Italiano. In tre anni ho preso la licenzia media e il diploma di scuola superiore. Dopo il diploma ho vinto una borsa di studio all’Università e ora sono un ingegnere. Sono iscritto al corso di laurea specialistica. Qui ho la tranquillità necessaria per studiare. Questo è molto importante per me. Il progetto d’integrazione che sto portando avanti grazie a tante persone di buona volontà mi fa credere che il mio futuro sia qui, che potrò essere utile a questo paese che mi ha dato un’opportunità. Dopo tanti rifiuti, in Italia per la prima volta mi sono sentito accolto.

C., rifugiata del Camerun
Mi chiamo C., ho 25 anni, vengo dal Camerun e sono rifugiata in Italia da due anni. Sono laureata in Economia e Finanza e nel mio paese lavoravo come contabile. Mi piaceva la mia vita in Camerun, facevo il lavoro che avevo sognato, avevo gli amici, la mia famiglia. Poi però la passione politica di mio padre e di mio fratello mi hanno cambiato la vita. Dopo aver partecipato a una manifestazione pubblica per chiedere il diritto allo studio per tutta la popolazione, in tutto il paese, sono stati arrestati e incarcerati. Anche io sono stata incarcerata perché insieme a tanti altri eravamo andati davanti alla prigione in cui erano stati portati a chiedere la liberazione dei nostri cari. Dopo tre giorni, in un momento di confusione sono riuscita a scappare. Mi sono rifugiata in un convento di religiosi, dove ho trovato un vecchio amico di mio padre. Grazie a lui dopo un mese sono salita su un aereo per lasciare il Paese. Da quel giorno ho cominciato la mia nuova vita. Sono arrivata a Roma, dove ho presentato la domanda di protezione internazionale. Oggi sono rifugiata, sto cercando lavoro perché mi devo mantenere da sola. Ho fatto molti corsi di formazione e molti tirocini, in città e fuori città. Cerco di non perdere nessuna occasione lavorativa e formativa. Ma mi impegno anche molto per riuscire a fare gli esami necessari per il riconoscimento dei miei studi anche qui in Italia. Oggi sono disposta a fare qualsiasi lavoro onesto. La fatica non mi spaventa. Ma non voglio abbandonare il sogno di fare il lavoro per cui ho studiato.

M., rifugiato del Gambia
Mi chiamo M., ho 21 anni e sono rifugiato in Italia. Sono scappato dal Gambia a 16 anni. Il primo viaggio della mia vita. È stato diverso da come me l’aspettavo: una serie di confini da passare di notte, di nascosto, di soldi da dare a criminali. Sono sopravvissuto alla Libia, al mare e sono arrivato in un Paese di cui non sapevo neanche il nome. Sapevo solo di essere in Europa. Sono stato accolto, minore straniero non accompagnato, in un centro di prima accoglienza. Con un permesso di soggiorno in tasca, ho iniziato il mio percorso di integrazione: mi sono iscritto a un corso di ristorazione e dopo il periodo d’aula ho iniziato il tirocinio formativo. È stato importantissimo per me. Oggi lavoro di notte dalla domenica al sabato alla preparazione dei prodotti di panetteria e pasticceria, con turni dalle 22 alle 10. Lavoro senza sosta, ho bisogno di soldi per vivere qui e da mandare alla mia famiglia. È dura ma ce la faccio. Sento che qui in Italia, nonostante le difficoltà, potrò costruire il mio futuro.

Noi ci crediamo. Diventa anche tu promotore di integrazione! Insieme possiamo fare molto, possiamo fare di più.

Sostieni insieme a noi i percorsi di integrazione dei rifugiati e contribuisci a cambiare il loro domani donando un biglietto o un abbonamento per il trasporto pubblico. Il nostro impegno comune può contribuire a costruire una società più giusta, libera, inclusiva, attenta alle potenzialità di ciascuno e alla promozione di una nuova cultura della cosa pubblica.

  • Scegli quanto donare

250 € → Contribuisci al pagamento di un abbonamento annuale dell’autobus per i titolari di protezione umanitaria e casi speciali

125 € → Sostieni il costo di abbonamento annuale dell’autobus per chi ha diritto alle agevolazioni fiscali

40 € → Garantisci il supporto per un abbonamento annuale a un rifugiato (valido nel territorio di Roma Capitale)

15 € → Fornisci un carnet di 10 biglietti per frequentare corsi e lezioni

Importo libero

  • Scopri come donare

Ci sono diversi modi per sostenere i progetti di integrazione del Centro Astalli:

- Bonifico Bancario, UBI Banca, sede di Roma, via dei Crociferi 44 – 00187; ABI 03111 – CAB 03253 – CIN X – Conto corrente n. 98333, intestato ad Associazione Centro Astalli

IBAN IT 98 X 03111 03253 0000 000 98333

Causale “Direzione futuro”

IMPORTANTE: ricordati di indicare il tuo nome, cognome e recapito nelle note.

- Conto corrente postale, n. 49870009, intestato a: Associazione Centro Astalli – via degli Astalli 14/A – 00186 Roma

- Dona online con le principali carte di credito in modo semplice e sicuro cliccando qui sotto

 Puoi donare anche sulla nostra pagina Facebook e condividere il tuo gesto con i tuoi amici attraverso l’hashtag #direzionefuturo invitandoli a fare altrettanto 

Per maggiori informazioni sulle modalità di donazione scrivi a: astalli@jrs.net

  • Benefici fiscali

Le offerte versate al Centro Astalli sono deducibili dal reddito imponibile sino al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70mila euro annui (art. 14 D.L. n. 35/05). In alternativa, le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% delle offerte ma non superiore a 2.065,83 euro (art. 15 co. 1 lettera i bis DPR n. 917/86). La detrazione o deduzione delle erogazioni liberali è consentita a condizione che il versamento sia eseguito tramite banca, ufficio postale o con assegni bancari, circolari o carte di credito.

GRAZIE DI CUORE da parte nostra e di quanti riusciremo a raggiungere, anche con il tuo aiuto!

 

banner_centro_astalli_sostienici

20 novembre 2019