Ancora morti in mare. L’Europa faccia di più e meglio

Ennesima tragica notizia: 21 donne e un uomo sono morti nel tentativo di raggiungere le coste della Sicilia.
Il Centro Astalli ribadisce con forza che non è più possibile rimanere indifferenti dinanzi al continuo ripetersi di tragedie evitabili. È necessario garantire canali umanitari sicuri a quanti, in fuga da conflitti e persecuzioni, cercano protezione. È l’unica strada percorribile per evitare che trafficanti di esseri umani continuino a mettere in pericolo vite innocenti, lucrando sulla disperazione.

Mai come in questo momento è necessario uscire dalla logica dell’emergenza. Le Nazioni Unite da tempo documentano da tempo che il numero di rifugiati nel mondo ha superato i 60 milioni perché sono aumentate guerre e crisi umanitarie che costringono la popolazione civile a cercare salvezza altrove.
Non è un’emergenza degli ultimi giorni, ma un fenomeno ampiamente previsto e in quanto tale fuori da ogni canone di eccezionalità. I governi, se uniti, non avrebbero difficoltà a gestire un numero di migranti pressoché invariato rispetto all’anno scorso

L’Europa ha il dovere di creare alternative al traffico di esseri umani come canali umanitari e programmi di reinsediamento, al vaglio da tempo sui tavoli istituzionali, mai diventati adeguatamente operativi.

Soccorrere non basta. È necessario prevenire attraverso ingressi protetti e un’accoglienza dignitosa e organizzata che tenga in considerazione la volontà dei migranti. Politiche e misure volte esclusivamente ad evitare gli arrivi e chiudere le frontiere sono evidentemente destinate a fallire oltre ad avere un costo altissimo in termini di risorse economiche ma soprattutto di vite umane. L’esperienza di questi anni mostra ad un Europa pigra e impaurita che le migrazioni sono un fenomeno che va gestito perché non può essere impedito.

21 luglio 2016