Centro SaMiFo

fra1_02Il Centro SaMiFo nasce nel 2006 dalla collaborazione tra il Centro Astalli e la ASL Roma A al fine di promuovere la tutela della salute dei migranti forzati e nel 2016 ha quindi celebrato i primi dieci anni di attività. L’équipe, che opera nei locali della ASL ROMA 1, è composta da operatori e mediatori del Centro Astalli e personale medico in parte volontario, in parte messo a disposizione dalla stessa ASL.
Ai richiedenti asilo e rifugiati il SaMiFo offre assistenza medica sia di base che specialistica presso gli ambulatori di psichiatria, psicologia, ginecologia, ortopedia e medicina legale.

Grazie alla sinergia tra soggetti del privato sociale e del servizio pubblico si sono potute coniugare prestazioni sanitarie e interventi di protezione sociale, così da creare dei percorsi assistenziali integrati, in grado di rispondere al meglio alle necessità di un’utenza particolarmente vulnerabile.
L’accesso al servizio è sempre libero. Gli operatori ricevono gli utenti e forniscono loro informazioni relative ai diritti in ambito sanitario e al modo in cui esercitarli. Tutte le prestazioni sono caratterizzate da un approccio particolarmente sensibile all’identità culturale dei pazienti e alla questione di genere. In particolare, le visite ostetrico-ginecologiche e gli eventuali accertamenti specialistici sono svolti esclusivamente da professioniste donne.

Nel corso degli anni il SaMiFo è diventato un punto di riferimento per le associazioni e i centri di accoglienza del territorio, ma soprattutto per i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime di tortura e di violenza intenzionale. Particolare attenzione è infatti rivolta ai percorsi di tutela, cura e riabilitazione psico-fisica delle persone più vulnerabili.

Molto efficaci risultano gli interventi che permettono l’emersione e la presa in carico tempestiva di vittime di tortura o con seri problemi di salute mentale. Significativo è il lavoro di certificazione medico – legale delle torture subite dai richiedenti asilo e di certificazioni cliniche per l’invalidità civile o per l’inserimento nei centri d’accoglienza.

È sempre molto efficace la campagna sulle vaccinazioni gratuite per richiedenti asilo e rifugiati. Ciò ha sicuramente ridotto l’incidenza delle malattie prevenibili da vaccino e le loro conseguenze in termini di mortalità e morbilità.
Costante è stato il lavoro di promozione dell’accesso alle cure per la tubercolosi dei migranti nell’area metropolitana di Roma.

Nel 2016 il SaMiFo è stato riconosciuto dalla Regione Lazio come struttura sanitaria a valenza regionale per l’assistenza ai migranti forzati. La riflessione, avviata da tempo, su come valorizzare l’esperienza del servizio anche attraverso un lavoro divulgativo e scientifico sui temi della salute e cura dei migranti forzati ha trovato concretezza nella collana dei Quaderni del SaMiFo, lo scorso ottobre, con la pubblicazione del primo numero dedicato alle donne migranti. A novembre, inoltre, il SaMiFo è stato insignito del Premio Koiné, assegnato nell’ambito del Med Film Festival, come modello innovativo di integrazione tra privato sociale e servizio pubblico.