La Casa di Giorgia

Centro di accoglienza

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Da marzo 2014 La Casa di Giorgia, che dal 1999 ospita donne rifugiate sole o con i loro bambini, è inserita nel circuito nazionale dello SPRAR.
Un cambiamento che ha reso ancora più efficace l’abituale metodologia di lavoro, incentrata sul sostegno costante all’autonomia delle 30 ospiti accolte.

Nel 2016, il lavoro di rete con il COL (Centro di orientamento al Lavoro) Gullace ha reso possibile l’attivazione di 4 tirocini formativi nel settore della ristorazione e della cura dell’infanzia.
Sono risultati che meritano di essere raccontati perché riguardano donne rifugiate: persone particolarmente vulnerabili, non di rado vittime di tortura. Le persecuzioni nei Paesi di origine e le terribili condizioni del viaggio richiedono tempi di elaborazione e di ripresa a volte molto lunghi e soprattutto mai scontati. Ogni passo, anche piccolo, verso l’autonomia è una conquista che spesso costa fatiche enormi.

In tal senso preziosa è la presenza dei volontari grazie ai quali, su richiesta delle ospiti, sono stati attivati percorsi di tutoraggio e sostegno calibrate sulle esigenze specifiche di ciascuna: dal supporto all’apprendimento della lingua italiana alla prima alfabetizzazione, dal sostegno allo studio per la licenza media e per gli esami universitari alla preparazione ai colloqui di lavoro fino al servizio di baby sitting durante le ore in cui le mamme del centro sono impegnate in attività lavorative o formative.

Numerose sono state le attività di formazione e socializzazione che hanno visto il coinvolgimento delle ospiti, tra le più significative e apprezzate il ciclo di incontri sulla salute femminile in collaborazione con il Consultorio familiare ASL/RMC di via dei Lincei, il corso sulla raccolta differenziata, le escursioni organizzate dall’Associazione Liberi Nantes, la collaborazione con la “Piccola Orchestra di Tor Pignattara”, la partecipazione a laboratori di riciclo creativo e a cene multiculturali.

le donne rifugiate

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Statistiche 2016

Anche nel 2016 la maggior parte delle ospiti avevano tra i 25 e i 44 anni, ma nel corso dell’anno sono state accolte anche 7 donne di età più avanzata (45-64 anni). Le nazionalità più rappresentate sono state Nigeria e Somalia, seguite da Eritrea, Cina e Senegal.

testimonianze

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