La Casa di Giorgia

Centro di accoglienza

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Da marzo 2014 La Casa di Giorgia, che dal 1999 ospita donne rifugiate sole o con i loro bambini, è inserita nel circuito nazionale dello SPRAR.
Un cambiamento che ha reso ancora più efficace l’abituale metodologia di lavoro, incentrata sul sostegno costante all’autonomia delle 30 ospiti accolte.

Nel 2015, il lavoro di rete con il COL (Centro di orientamento al Lavoro) ha reso possibile l’attivazione di 6 tirocini formativi (2 finanziati dallo SPRAR e 4 da progetti del Fondo Europeo per i Rifugiati).
Sono risultati che meritano di essere raccontati perché riguardano donne rifugiate: persone particolarmente vulnerabili, non di rado vittime di tortura. Le persecuzioni nei Paesi di origine e le terribili condizioni del viaggio richiedono tempi di elaborazione e di ripresa a volte molto lunghi e soprattutto mai scontati. Ogni passo, anche piccolo, verso l’autonomia è una conquista che spesso costa fatiche enormi.

In tal senso preziosa è la presenza dei volontari grazie ai quali sono stati attivati 20 percorsi di tutoraggio e sostegno calibrate sulle esigenze specifiche di ciascuna: dal supporto all’apprendimento della lingua italiana alla prima alfabetizzazione, dal sostegno allo studio per la licenza media e per gli esami universitari alla preparazione ai colloqui di lavoro fino al servizio di baby sitting durante le ore in cui le mamme del centro sono impegnate in attività lavorative o formative. Proficua durante l’anno si è rilevata la disponibilità delle comunità religiose ad accogliere rifugiate.
Una giovane donna e una madre con bambino sono potute uscire dal centro e iniziare un percorso che le porterà in un tempo relativamente breve alla completa autonomia dai circuiti assistenziali.

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