Centro di ascolto e orientamento socio – legale

Centro d’ascolto e orientamento socio-legale

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Chi chiede asilo arriva a Roma dopo viaggi che hanno toccato luoghi tutt’altro che sicuri, come la Libia o la Grecia. Si tratta di persone che, in assenza di vie legali d’accesso al territorio, sono state a lungo in balia dei trafficanti e spesso esitano a raccontare quello che hanno vissuto nei Paesi di origine o nei Paesi di transito, per paura di incorrere in sanzioni o perché chi li ha fatti arrivare ha dato loro indicazioni precise rispetto a cosa dire. La fiducia nei confronti dell’operatore legale si costruisce in molti casi solo dopo diversi incontri.

Il servizio legale si svolge in due parti: tutti i pomeriggi, negli stessi locali della mensa, si fanno i primi colloqui di orientamento volti prevalentemente al rilascio della domiciliazione per la richiesta di protezione internazionale e si gestiscono eventuali situazione di emergenza. I colloqui successivi si svolgono negli uffici di via del Collegio Romano, dove inizia l’accompagnamento nelle varie fasi della procedura: ascolto della storia personale, segnalazione ai medici del SaMiFo per le certificazioni in caso di torture subite, preparazione all’intervista con la Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale, assistenza durante e dopo la decisione, con eventuale ricorso al diniego della domanda, grazie all’assistenza di avvocati che operano a titolo gratuito o tramite gratuito patrocinio.

Gli operatori legali si recano settimanalmente negli uffici della Questura e nel centro di identificazione ed espulsione di Roma (Ponte Galeria), dove prospettano alle persone che incontrano la possibilità di presentare domanda d’asilo in Italia.

Dal 2014 è stata avviata un’attività specifica per i quattro centri di accoglienza, entrati a far parte del circuito SPRAR. Si stabilisce un primo incontro di orientamento con ciascun ospite per individuare eventuali necessità di tipo legale e poi si prosegue con successivi incontri di approfondimento e assistenza.

Sebbene nel 2015 siano state attivate tre sezioni della Commissione di Roma, la durata della procedura resta mediamente lunga. Sono infatti diversi i passaggi burocratici necessari negli uffici competenti per le varie fasi dell’iter. Per questo, dalla prima tappa del foto-segnalamento alla notifica dell’esito dell’esame della richiesta di protezione possono passare anche diversi mesi.

Statistiche 2015

Interventi del Centro di ascolto nel 2015 Nel corso del 2015 sono state 1.008 le persone che, in seguito al […]

Dove siamo

Via del Collegio Romano 1 – 00186 Roma

Testimonianze

Diritti fondamentali, diritti calpestati La mia collaborazione con il Centro Astalli è iniziata, quasi per caso, nel 2001, dopo aver […]