Accompagnamento persone vulnerabili

vulnerabiliAnche nel 2015 l’azione congiunta del centro di ascolto e dell’ambulatorio SaMiFo ha consentito di assistere richiedenti asilo e rifugiati in situazione di particolare fragilità: vittime di tortura, violenza intenzionale o abusi sessuali.

Sono complessivamente 620 le persone prese in carico equamente divise tra uomini e donne (rispettivamente 51% e 49%). La crescita registrata rispetto al 2014 (+11%) testimonia come il centro si stia sempre più specializzando nella presa in carico degli utenti più vulnerabili e di come sia divenuto nel tempo un punto di riferimento per le sempre più numerose strutture di accoglienza del territorio.

Accompagnare le persone che vivono una situazione di vulnerabilità significa sostenerle nei primi delicati passaggi della loro permanenza in Italia fino a una elaborazione più compiuta dei traumi subiti. Il compito più difficile resta l’emersione della vulnerabilità. Il disagio di queste persone è spesso silenzioso e rischia di essere sottovalutato o ignorato del tutto, con gravi conseguenze sulla vita futura.

Il supporto offerto va dal sostegno psicologico e psichiatrico alle visite specialistiche, fino alla certificazione delle violenze subite. In vista del colloquio in Commissione nel corso dell’anno sono state rilasciate 177 nuove certificazioni medico-legali a richiedenti asilo arrivati da poco in Italia. Tra le vittime di tortura certificate prevalgono gli uomini (75%), provenienti specialmente dall’Afghanistan e da Paesi africani, soprattutto da Senegal, Congo R.D., Mali e Mauritania. Lo sportello socio-legale ha offerto supporto legale sia a persone di recente arrivo che a rifugiati già seguiti l’anno precedente. Le attività a favore dei migranti forzati più vulnerabili sono state in parte realizzate grazie al contributo del Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le vittime di tortura.

Statistiche 2015

Anche nel 2015 l’azione congiunta del centro di ascolto, dell’ambulatorio e del SaMiFo ha consentito di assistere richiedenti asilo e […]

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Testimonianze

Vittime di torture: certificare vuol dire denunciare Intervista a Carlo Bracci medico legale, presidente dell’Associazione Medici contro la tortura, da […]