Accettazione

accettazioneIl servizio di accettazione che si svolge quotidianamente in via degli Astalli 14/a è una delle attività legate alla prima accoglienza di chi si trova in città perché in fuga da guerre e persecuzioni.

L’accettazione è il primo contatto per i richiedenti asilo e i rifugiati che entrano nei locali di via degli Astalli. I migranti forzati che si rivolgono al servizio lo fanno per diversi motivi: richieste di primo aiuto dettate dalla necessità di un pasto, di una doccia o di cure mediche, il bisogno di ricevere informazioni su come presentare la domanda. 

Nel corso dell’anno il servizio di accettazione ha funzionato sia al mattino che al pomeriggio.
Per buona parte del 2017 l’apertura al pubblico al mattino ha coinciso con l’attivazione da parte di Roma Capitale del Piano Freddo per l’inverno e del Piano Caldo per l’estate. È stato così possibile offrire la colazione ed evitare ai migranti di passare molte ore della giornata all’aperto.

A marzo 2017 la natura del servizio ha subito un sostanziale cambiamento: con l’entrata in vigore di una delibera comunale è stato revocato agli enti di tutela abilitati a Roma, tra cui il Centro Astalli, la possibilità di rilasciare il proprio indirizzo a richiedenti asilo e rifugiati. L’indirizzo di via degli Astalli oltre a essere stato per molti anni il recapito di migliaia di migranti per ricevere la corrispondenza personale, è stato uno strumento per monitorare la presenza a Roma di migranti in condizioni di particolare vulnerabilità. Venendo meno l’attribuzione dell’indirizzo risulta più difficile per volontari e operatori assicurare una tempestiva presa in carico proprio ai migranti più fragili e monitorarne le condizioni di vita e di salute, oltre che il percorso di inclusione sociale in Italia.

Statistiche 2017

Nel 2017 quasi 3.000 persone hanno varcato, per motivazioni diverse, la porta verde di via degli Astalli 14/a.

Dove siamo

Via degli Astalli, 14/a – 00186 Roma

Testimonianze

Un appuntamento con il mondo “Amsalah, niente musica oggi?”. I ragazzi curdi che arrivano in gruppo alla mensa mi chiamano […]