Scheda 6 – I rifugiati in Italia

Ha detto

dante altra

Tu lascerai ogni cosa diletta più caramente;
e questo è quello strale
che l’arco de lo esilio pria saetta.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui,
e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir
per l’altrui scale.

(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso, Canto XVII)

 

Gettato in mezzo a popolazioni ostili,
soffro tutti i mali immaginabili e nessun esiliato
è più lontano di me dalla sua patria. Per questo,
ti imploro di esiliarmi in un luogo più sicuro

(Ovidio, dall’esilio, all’imperatore Augusto)

Si parla di … rifugiati in Italia

Quanti sono, da dove vengono

I I rifugiati e gli sfollati interni in Europa all’inizio del 2018 erano circa 5,8 milioni. Di questi, meno della metà vivono nei Paesi dell’Unione Europea; 3,5 milioni si trovano nella sola Turchia. La distribuzione all’interno dei Paesi comunitari non è affatto omogenea: la Germania accoglie il maggior numero di rifugiati, 970.000, il 45% di persone in più rispetto al 2016.

ri ita

Alla fine del 2017 nel nostro Paese i rifugiati erano circa 167mila. Appartengono a 30 nazionalità diverse e provengono soprattutto dal Corno d’Africa, dall’Africa sub-sahariana e dal Medio Oriente. Nel 2017 hanno chiesto asilo politico in Italia circa 126.500 persone, facendo registrare un piccolo incremento rispetto alle 123.000 richieste nel 2016.

Le domande esaminate dalle Commissioni Territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato sono state 92.238: 5.895 persone hanno ottenuto l’asilo politico, 25.903 protezione sussidiaria o la protezione per motivi umanitari, mentre 46.440 domande sono state respinte.

La maggior parte delle persone che hanno richiesto asilo politico in Italia negli ultimi anni proviene da Nigeria, Bangladesh, Pakistan, Gambia, Costa d’Avorio, Senegal, Guinea ed Eritrea.

Come arrivano

Spesso per fuggire dalla drammatica situazione nei loro Paesi di origine e perché sprovvisti di documenti per l’espatrio, rifugiati e richiedenti asilo si vedono costretti a ricorrere a qualsiasi mezzo per scappare e introdursi, anche irregolarmente, in Paesi dove cercare protezione.
via mare
In Italia tanti richiedenti asilo cercano di arrivare via mare affrontando viaggi molto pericolosi. Si stima che nel 2017 siano morti più di 3.140 tra uomini, donne e bambini lungo la rotta del Mediterraneo centrale che porta dal Nord Africa in Italia. Molti migranti inoltre cercano di raggiungere dall’Italia altri paesi europei come la Francia, la Germania o l’Inghilterra. Anche nel cercare di superare queste frontiere i richiedenti asilo corrono numerosi pericoli. Purtroppo Ventimiglia, Bardonecchia e il valico del Brennero sono divenuti teatro di tragiche morti di uomini e donne talmente disperati da rischiare il tutto per tutto.

Fonte: International Organization for Migration - The UN Migration Agency. Arrivi in Italia via mare

Fonte: International Organization for Migration – The UN Migration Agency. Arrivi in Italia via mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa succede nel nostro Paese

La mancanza di una legge che disciplini in maniera organica tutti gli aspetti in materia di asilo rende spesso difficile la vita dei rifugiati in Italia. Sono molti infatti gli ostacoli burocratici e le difficoltà da superare per avviare percorsi di accoglienza e integrazione.
Il richiedente asilo ha diritto all’assistenza sanitaria, mentre per i minori esiste il diritto all’istruzione. Il diritto al lavoro viene invece riconosciuto solo dopo 2 mesi dalla presentazione della domanda di asilo.
Una volta ottenuto il riconoscimento dello status, i rifugiati, dopo cinque anni di residenza, possono chiedere la cittadinanza italiana.

Parole da leggere, parole da ascoltare

Canzoni, poesie, racconti, video per dare voce a storie di rifugiati. Parole celebri, parole inedite. Guerre del passato e conflitti contemporanei. Bisogna sapere per non ripetere. Per questo vi proponiamo un viaggio nelle vicende e nelle emozioni di persone costrette a scappare da guerre ingiuste e da atroci persecuzioni. La lettura, la visione e l’ascolto di opere celebri o inedite, di classici o contemporanei vi permetterà di conoscere meglio la realtà dei rifugiati presenti nel nostro Paese.

Quando non si ha più nulla da perdere

Lavoravo come responsabile della comunicazione in un partito di opposizione in Mali. Dopo una conferenza pubblica in cui abbiamo denunciato i crimini del governo venni a sapere che il mio nome compariva sulla lista delle persone da arrestare. Sono scappato in Algeria e poi in Libia. Qui mi hanno fermato delle persone armate e mi hanno tolto i documenti. Mi hanno messo in prigione, una cella di meno di due metri per due, con altre trenta persone, da dove mi spiegarono che era possibile uscire solo in cambio di denaro. Un amico pagò per me. Allora, mi dissero che potevo andare via dalla Libia, facilmente. Non era vero, l’ho scoperto troppo tardi. Consegnai la cifra pattuita al trafficante per un posto su una nave sicura, ma mi ritrovai su una spiaggia isolata con altre centinaia di persone e davanti a me c’era solo un gommone. Era notte, faceva freddo, era buio. Volevo tornare indietro ma minacciarono di uccidermi. Siamo saliti su quel gommone. Eravamo in 120. Ho visto annegare tante persone. Ci siamo salvati in 30. Io sapevo nuotare e sono tornato indietro. Il giorno dopo, un altro viaggio con altre 100 persone, su un altro gommone. Siamo rimasti in mare per un giorno finché siamo stati salvati dalla Marina Militare Italiana.

(Soumaila, rifugiato maliano. Testimonianza raccolta a cura del Centro Astalli)

Ho freddo

Ho freddo è tratto dal racconto di Jacopo Maria Genovese del Liceo Vittorio Veneto di Milano, vincitore della nona edizione del concorso letterario del Centro Astalli rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori “La scrittura non va in esilio“. Il video è stato realizzato da Artigiani Digitali con l’amichevole partecipazione di Valerio Mastandrea. E’ la storia di un “migrante ignoto”, in fuga dalla guerra su un barcone nel tentativo di raggiungere l’Europa e  sopraffatto dal freddo dell’inverno in alto mare.

Mohammed che non sa nuotare

Il mare non lo conoscevo, non lo avevo mai visto. Galleggiare, nuotare, mai fatto, mai provato, mai saputo. Mi dicevano: “il mare è buono, tre ore e arrivi in Europa. Stai calmo”. Non ero calmo quando aspettavo sulla spiaggia isolata, nascosto dietro gli scogli. Non ero calmo, nessuno lo era. Eravamo un centinaio. Di diversi paesi africani, tanti uomini, tutti giovani, alcune donne. Bambini, c’erano anche loro. Arriva un gommone vecchio, sporco, un odore terribile: Un gommone, pensavo il primo di una serie per far salire le persone, 10, 15 alla volta, forse 15 sono troppi…pensavo. Siamo saliti tutti: 97 su un solo gommone. Non arriveremo mai vivi. Moriremo in acqua… non so nuotare, il mare non lo conosco, al buio non lo vedo. Davanti a noi invece la morte la vedevamo tutti. Senza fare un fiato ci muoviamo, il mare calmo, il motore prima singhiozza, poi gira e va. Ma poi il mare prende forza, si agita, si alza: il mare si arrabbia ma noi non abbiamo fatto nulla. Il motore si ferma, siamo morti. Moriamo, uno, due, tre, spariamo e non ci vediamo più. Perdo i sensi, sono morto, penso a mio padre. Forse era meglio morire in guerra, penso, poi non penso, svengo. Apro gli occhi, sono vivo, sono salvo, Europa, Lampedusa… sono vivo, neanche il mare mi ha voluto. Ora cammino, vedo strade, ponti, muri… ora cammino tra la gente, ora sono libero, dicono. Sono calmo, a volte, non sempre. Sempre, penso a chi è rimasto dall’altra parte del mare, troppo lontano per chi non sa nuotare.

(Testimonianza di Mohammed, rifugiato somalo in Italia, letta da Erri De Luca per il CD Yayla – Musiche Ospitali).

La notte più lunga - Carmen Consoli

(tratto da “L’abitudine di tornare”, Universal Music, 2015)

Una volta sognai

Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d’avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.

Ero una tartaruga che barcollava
sotto il peso dell’amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.

Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra che vi salva
dalla morte dell’acqua.

(Alda Merini, 26 giugno 2008. Questi versi sono stati inviati a Lampedusa per l’inaugurazione della scultura “Porta di Lampedusa – Porta d’Europa” dedicata alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare. “La porta, alta 5 metri, è rivestita da una ceramica particolare che assorbe e riflette luce. Di notte, anche quella della luna. Sarà come un faro per la gente in mezzo al mare”, così lo scultore Mimmo Paladino spiega la sua opera. La Porta si apre su un mare dove si stima che negli ultimi venti anni siano morte oltre ventimila persone tentando la difficile attraversata dalla Libia. La scultura vuole essere il simbolo di un’Europa che accoglie e protegge).

Per saperne di più navigando in rete

Spesso trovare notizie aggiornate sulla presenza dei rifugiati in Italia non è semplice e comunque non basta affidarsi ai TG  e a quotidiani nazionali. Ecco alcuni siti sempre aggiornati che possono aiutarvi ad approfondire la conoscenza di questa realtà. 

CIR: sito del Consiglio Italiano per i Rifugiati
VIAGGI DA IMPARARE: strumenti didattici sull’asilo proposti dall’UNHCR
MELTING POT: notizie aggiornate su immigrazione e asilo in Italia e in Europa
FORTRESS EUROPE: rassegna stampa mensile sulle vittime alle frontiere europee
COMITATO 3 OTTOBRE: sito del comitato promotore per l’istituzione del 3 ottobre come Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

3 ottobre giornata nazionale della memoria: è la data istituita con una legge nazionale per ricordare le vittime del naufragio del 2013 a largo di Lampedusa, durante il quale persero la vita centinaia di persone: 366 le vittime accertate, 20 i dispersi. Un giorno tragico che diventa emblema dell’ecatombe di uomini, donne e bambini che si consuma ogni giorno nel Mediterraneo. Sarà una giornata per fare memoria e per conoscere le storie dei rifugiati.

Se vuoi approfondire con libri e film

Le vicende legate alle migrazioni e all’esilio hanno spesso ispirato scrittori e registi italiani e stranieri.
Numerosi i film e i libri che vi permetteranno di approfondire la realtà dei rifugiati.

Io sono con te. Storia di Brigitte - Melania Mazzucco – Einaudi, 2016

copertina Io sono con te

 

Appunti per un naufragio – Davide Enia – Sellerio, 2017

appunti per un naufragio

 

L’ordine delle cose Andrea Segre - Italia, Francia, Tunisia, 2017

l'ordine delle cose

 

Scarica la scheda 6 del sussidio “Nei panni dei rifugiati”

Si consiglia il percorso didattico “Dietro la porta di casa nostra

4 settembre 2014