Scheda 1 – Guerre e persecuzioni

guerraHa detto

La guerra in Congo mi ha tolto tutto.
Ha ucciso i miei genitori, mi ha separato dai miei fratelli.
Ha distrutto case e scuole, sogni e progetti.
Sono stata torturata e picchiata.
In quei giorni volevo solo morire.
La guerra è la rovina del mondo.

(dal racconto di Celine, rifugiata congolese)

 Mai pensare che la guerra, anche se giustificata, non sia un crimine

(Ernest Hemingway)

Si parla di … la guerra non fa differenza di età

La guerra in Siria che ha costretto alla fuga circa 5,6 milioni di persone; i violenti conflitti che coinvolgono la popolazione civile in Sud Sudan, Yemen, Burundi, Ucraina, Repubblica Centrafricana; la guerra in Somalia, che lascia il Paese di fatto privo di un governo da molti anni; le continue tensioni in Colombia che da più di mezzo secolo non conosce una pace duratura; i sanguinosi attentati che seminano terrore in Pakistan: sono solo alcuni esempi di come le guerre vengono a volte semplicisticamente attribuite a conflitti tra etnie o tra seguaci di religioni diverse, tralasciando invece che le vere cause sono molto più complesse.
A un’analisi più attenta, si scopre che alla radice di molti conflitti c’è spesso la sete di ricchezze e risorse naturali o la volontà di assumere il controllo di zone strategicamente significative per l’economia internazionale.
Secondo lUNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), il numero di coloro che negli ultimi anni sono stati costretti a lasciare le proprie case è elevatissimo. Si tratta del dato più alto mai registrato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: 68,5 milioni di persone tra rifugiati e sfollati interni. Provengono da paesi dove sono in corso guerre o conflitti, ma spesso anche da società in cui rappresentano una minoranza etnica, appartengono a una religione differente da quella di alcuni estremisti o sono iscritti a partiti politici di opposizione in Stati in cui finte democrazie nascondono regimi dittatoriali.
Tra le prime vittime di guerre e persecuzioni si contano donne e bambini, che in molti Paesi sono anche costretti a combattere in prima persona. 

Guerre “interessate”, guerre dimenticate

 

Nel mondo oggi ci sono circa 60 nazioni interessate da conflitti di vario tipo. Ci sono zone nel mondo come l’Afghanistan e l’Iraq coinvolte ancora oggi, dopo molti anni, in situazioni di conflitto, la Repubblica Democratica del Congo interessata da una guerra ventennale, che ha causato la morte di milioni di civili,  il Medio oriente frequente teatro di scontri, come per esempio quello tra palestinesi e israeliani o lo Yemen che le Nazioni Unite considerano la più grave crisi attualmente in corso nel mondo o ancora il Myanmar che ha visto recentemente l’acuirsi di un violento conflitto etnico ai danni della perseguitata minoranza Rohinga.
Ovunque, ai motivi razziali e ideologici si uniscono motivazioni economiche, come il desiderio di impadronirsi di nuovi territori per lo sfruttamento di materie prime e gli interessi delle multinazionali che producono e commerciano armi.
Le tante realtà di guerra o di conflitto che esistono nelle varie regioni del mondo sono spesso guerre dimenticate, perché i media ne parlano poco o non ne parlano affatto. E così il mondo dimentica che interi popoli lottano ogni giorno per la sopravvivenza, mancando loro beni essenziali quali cibo e medicine.

Parole da leggere, parole da ascoltare

Canzoni, poesie, racconti, video per dare voce a storie di rifugiati. Parole celebri, parole inedite. Guerre del passato e conflitti contemporanei. Bisogna sapere per non ripetere. Per questo vi proponiamo un viaggio nelle vicende e nelle emozioni di persone costrette a scappare da guerre ingiuste e da atroci persecuzioni. La lettura, la visione e l’ascolto di opere celebri o inedite, di classici o contemporanei vi permetterà di conoscere meglio la realtà delle guerre nel mondo e nella storia.

 

Se questo è un uomo – Primo Levi

Quando il nemico è tuo fratello

Io-bambino-soldato-in-Liberia_attualitaTutto è cominciato quando dei militari hanno dato fuoco al mio villaggio nel Darfur. Le mie due sorelle più piccole di 4 e 6 anni sono morte tra le fiamme. Io sono stato costretto ad arruolarmi con i ribelli, mio fratello con l’esercito governativo. Due mesi dopo l’incendio mi trovavo in mezzo ad un conflitto con un fucile in mano. Stavamo combattendo contro quelli che mi avevano ordinato di considerare nemici. Mai avrei pensato che quel giorno il nemico sarebbe stato mio fratello maggiore. Siamo rimasti paralizzati a fissarci negli occhi. Uno di fronte all’altro. Non ci siamo detti nulla. Ho lanciato per terra il fucile e ho cominciato a correre, a scappare. La mia fuga è finita in Italia. Noi rifugiati siamo i fortunati testimoni dei tanti che muoiono in guerra, che vengono uccisi da terribili dittature. La cosa più difficile per chi come me è rifugiato è far conoscere il dramma che vivono i nostri popoli. Non possiamo permetterci di cedere al dolore, di chiuderci in noi stessi, di considerarci vittime di un’ingiustizia. Se facciamo così offendiamo la memoria di chi non c’è l’ha fatta.

(Adam, rifugiato sudanese. Testimonianza raccolta a cura del Centro Astalli

Libano: un, due, tre… guerra!

È sempre difficile parlare di guerra e lo è ancor di più quando se ne deve parlare a dei ragazzi, spiegarne le motivazioni, rispondere alle loro domande, renderli partecipi della realtà.

Un gruppo di giovani volontari della Caritas ambrosiana, attraverso il progetto “Cantieri della Solidarietà – 2015”, ha provato a farlo descrivendo un enorme gioco del nascondino e raccontando così la situazione che molti profughi stanno vivendo ai confini tra Siria e Libano.

L’esperienza dei “Cantieri della solidarietà” rappresenta per molti giovani uno spazio di approfondimento significativo di alcuni aspetti della globalizzazione e un’occasione di riflessione sui temi della giustizia, del perdono e della riconciliazione per creare percorsi di pace.

In particolare l’esperienza in Libano dei partecipanti al progetto è stata raccolta nel blog della Caritas www.micascemi.org; tutto viene raccontato con semplicità e schiettezza e il racconto, utilizzando le regole del gioco del nascondino, risulta così fluido e comprensibile anche per chi, come i bambini, non è abituato ad ascoltare storie di guerra.

Di seguito il link del racconto “Libano: un, due, tre…guerra!

Inshallah – Sting


Video tratto dal programma Rai “Danza con me” con Roberto Bolle 

Ho scritto questo brano pensando a cosa avrei fatto nei panni di un profugo siriano per poter salvare me stesso e la mia famiglia dall’orrore dell’infinita guerra civile. Ho immaginato il viaggio su quei barconi, in fuga da un paese martoriato: io avrei fatto la stessa cosa, è davvero un esercizio di empatia e spero di compassione”. Sting in occasione della sua esibizione in Italia il 1 gennaio 2018 racconta perché ha deciso di scrivere Ishallah sulle cui note, in questa occasione, il celebre danzatore Roberto Bolle si è esibito con Ahmad Joudeh, rifugiato siriano e oggi artista internazionale, la cui storia ha fatto il giro del mondo.
Ahmad, nato nel 1990 a Damasco, cresciuto in un campo profughi, si è appassionato alla danza fin da piccolo. Ha frequentato le lezioni in segreto a causa della forte opposizione del padre. A rendere tutto ancora più difficile, la guerra: le bombe hanno distrutto la sua casa, il suo quartiere, e ucciso cinque membri della sua famiglia. Nonostante la sua vita fosse in pericolo, Ahmad ha continuato a danzare, ha ballato sulle macerie della Siria, nei luoghi simbolo della guerra, postando i video su youtube, diventati in poco tempo virali. La sua storia ha fatto il giro del mondo. Ora vive ad Amsterdam con lo status di rifugiato.

Per saperne di più, navigando in rete

Spesso trovare notizie aggiornate sulle guerre nel mondo non è semplice e comunque non basta affidarsi ai TG  e a quotidiani nazionali. Ecco alcuni siti sempre aggiornati con notizie su conflitti in corso. 

ARCHIVIO DISARMO: sito dell’istituto di ricerca su controllo degli armamenti, pace e sicurezza internazionale.
LIMES: sito di Limes rivista italiana di geopolitica
CONFLITTI DIMENTICATI: sito a cura di Caritas Italiana e Pax Christi sui conflitti nel mondo
NIGRIZIA: sito della rivista Nigrizia, con ampio materiale sulla situazione in Africa
GUERRE NEL MONDO: notizie giornaliere sulle guerre nel mondo
PEACELINK: rete di informazione sui temi della pace                                                                                          
ATLANTE GUERRE: per informarsi sulle guerre in corso, sulle motivazioni che le scatenano e le alimentano
ESODIuna mappa web interattiva di MEDU – Medici per i diritti umani che descrive le rotte migratorie dai paesi sub-sahariani verso l’Europa raccontate 

Se vuoi approfondire con libri e film

Sono ancora molte le aree del mondo interessate da guerre e conflitti. Spesso, scrittori e registi, italiani e stranieri, hanno ambientato le loro opere in alcuni di questi contesti. Leggere un libro  o guardare un film può essere un modo utile per conoscere la situazione di alcune zone di crisi da cui provengono molti rifugiati. 

Exit West – Mohsin Hamid – Einaudi, 2017

Exit West

 

 

 

 

 

 

L’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo - Associazione 46° Parallelo - Terra Nuova 2018

ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO

 

 

 

 

 

 

L’insulto – Ziad Doueiri – Libano, 2017

L'insulto  

 

 

 

 

 

Scarica la scheda 1 del sussidio Nei panni dei rifugiati.

Si consiglia il focus di apprendimentoGuerre dimenticatee il percorso didatticoIn fuga dalla violenza e dall’odio

 

4 settembre 2014