Costruire Integrazione

Il progetto “Costruire integrazione”, finanziato grazie al contributo di UBI Banca, si pone l’obiettivo di facilitare il complesso percorso di integrazione dei migranti forzati nel territorio italiano.

Per realizzare tale percorso sono state attivate 5 azioni che mirano a una presa in carico integrata dei beneficiari capace di coniugare servizi di prima accoglienza (per chi è arrivato da poco in Italia o vive una condizione di particolare emergenza) a misure concrete di accompagnamento all’autonomia (per coloro che hanno già intrapreso il percorso verso l’indipendenza e necessitano solo di un orientamento o di una limitata assistenza economica), compresa la possibilità di essere inseriti in progetti di semi-autonomia.

Grazie al progetto nei locali della mensa saranno distribuiti colazione e pasti caldi, offerto un servizio docce e un riparo per chi è ancora in attesa di essere inserito nel circuito cittadino dell’accoglienza o vive una condizione di grave emarginazione.

L’azione di ascolto qualificato e mediazione sociale permetterà ai rifugiati di usufruire di un servizio di orientamento socio-legale e soprattutto ai richiedenti asilo di essere accompagnati per l’intera fase di richiesta della protezione internazionale.

L’azione relativa all’apprendimento dell’italiano prevede, per almeno 200 persone particolarmente bisognose di migliorare la propria capacità linguistica, l’inserimento nella scuola del Centro Astalli, che offre classi di diversi livelli compreso quello dell’alfabetizzazione.

Accanto ai servizi di prima accoglienza il progetto propone interventi più concretamente finalizzati all’autonomia, come la possibilità di erogare contributi diretti destinati alla formazione professionale o all’inserimento lavorativo, al pagamento di alcune mensilità di affitto, alle spese mediche e alle spese burocratiche legate all’iter per il ricongiungimento familiare; oppure l’inserimento del beneficiario nel percorso di semiautonomia denominato “Comunità di ospitalità”. Attraverso questa forma di accoglienza diffusa, si mira a sostenere il rifugiato nel delicato passaggio tra l’accoglienza e il completo distacco dai circuiti assistenziali offrendogli la possibilità di essere ospitato da una congregazione religiosa che mette a disposizione un appartamento o una stanza per accogliere migranti forzati. Una simile iniziativa si pone inoltre l’obiettivo di superare il semplice coinvolgimento dei singoli istituti religiosi per trasformarsi, se accompagnata da specifiche attività di mediazione sociale e sensibilizzazione, in una più ampia azione di promozione di una mentalità di accoglienza partecipata e condivisa.

 

20 gennaio 2017