Oltre 30 migranti morti in mare. Un appello all’Europa

Il Centro Astalli esprime profondo cordoglio per le oltre 30 vittime accertate nelle ultime ore nel Mediterraneo, nel tentativo di giungere in Europa.
In un momento in cui le partenze di migranti dalla Libia non sembrano più riscontrare interesse nelle agende mediatiche e politiche italiane, è sempre più necessario ribadire che è inaccettabile rimanere indifferenti davanti alla morte di persone in mare.

Il Centro Astalli chiede a istituzioni nazionali e sovranazionali che:

- vengano attivate vie legali accessibili a chi scappa da guerre e persecuzioni che permettano di salvare vite e al contempo di spezzare il monopolio del traffico di esseri umani dalla Libia.

- le operazioni di soccorso e salvataggio in mare restino una priorità fino a quando non saranno previste alternative sicure che pongano fine alle morti in mare.

- venga anteposto sempre il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia e la dignità dei migranti nei rapporti con la Libia e con i principali paesi di origine e di transito.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “L’Europa metta in atto politiche che inequivocabilmente dimostrino che lasciare morire le persone in mare è un abominio inaccettabile e non, come sembrerebbe oggi, un mero effetto collaterale in nome di una presunta sicurezza europea. Ogni morto in mare è un’ offesa alla nostra umanità ma è al contempo un duro colpo al nostro futuro di pace. Illudersi di poterlo ignorare è irresponsabile e pericoloso”.

 

4 novembre 2017