Nell’ultimo naufragio 50 morti durante le operazioni di soccorso. Quanti migranti dovranno ancora morire?

Il Centro Astalli esprime profondo cordoglio e indignazione per la morte dei 50 migranti avvenuta incredibilmente durante le operazioni di salvataggio in mare.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “Per quanto tempo si potrà continuare a guardare con crescente indifferenza e assuefazione alla morte di innocenti? Ormai la morte di uomini, donne o persino bambini non scuote più le anestetizzate coscienze europee. L’ecatombe che si consuma ogni giorno nel Mediterraneo è di fatto derubricata a mero effetto collaterale di politiche di contenimento dei flussi.
Quanto vale la vita umana? È questa la domanda che manca completamente oggi nel dibattito politico e nel racconto mediatico sulle migrazioni. Dare una risposta a questa domanda rappresenta oggi un’assunzione di responsabilità necessaria e non più derogabile da parte di chi ha responsabilità politiche e di tutta la società civile.

Il Centro Astalli chiede

- l’apertura di canali umanitari per chi scappa da guerre e persecuzioni e l’attivazione di quote per l’ingresso di migranti lavoratori. Solo queste misure sono un reale deterrente al traffico di esseri umani;

- la salvaguarda della vita dei migranti siano al centro di ogni accordo di collaborazione e cooperazione con i paesi di origine e i paesi di transito;

- istituzioni nazionali ed europee tornino ad applicare le convenzioni internazionali ratificate, e nei rapporti di politica estera antepongano sempre il rispetto dei diritti umani a a qualunque altra valutazione.

 

10 novembre 2017