Migranti: la sentenza del Tribunale dei popoli

Il Tribunale permanente dei popoli riunitosi a Palermo nei giorni scorsi per valutare eventuali violazioni dei diritti umani delle politiche e prassi adottate dall’UE e dai suoi stati, a cominciare dall’Italia, in materia di immigrazione, ha emesso una sentenza di condanna verso l’Italia e l’Unione Europea.

Nel dispositivo, in conclusione, il Tribunale dei popoli ha valutato che: “Le politiche dell’Unione Europea sulle migrazioni e l’asilo, a partire dalle intese e dagli accordi stipulati tra gli Stati dell’Unione Europea e i Paesi terzi, costituiscono una negazione dei diritti fondamentali delle persone e del popolo migrante, mortificandone la dignità definendoli “clandestini” e “illegali” e ritenendo “illegali” le attività di soccorso e di assistenza in mare“.

Si legge, infatti, nella sentenza: “Dai fatti esaminati e dalle testimonianze ascoltate, emerge la spoliazione progressiva dei diritti e della dignità delle persone che si manifesta lungo tutto il percorso migratorio, dalle condizioni nei luoghi d’origine, al viaggio, alla permanenza nei campi prima di cadere nelle mani di trafficanti, poi nel corso della traversata in mare. Chi viene respinto entra nell’inferno dei campi di detenzione legali o informali. Chi eventualmente arriva sul territorio italiano, termina in un hotspot, dove le sue possibilità di chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato sono affidate al caso o alla fortuna“.
E ancora: “Lasciar morire in mare, nei campi di internamento, lasciar compiere ogni sorta di violenza, è colpa“.
In particolare, sulla narrazione del fenomeno migratorio e i mass media si legge: “Sebbene molti abbiano contribuito a informare correttamente, a portare alla luce violenze e soprusi, tuttavia nel discorso politico-mediatico il migrante è stato rappresentato come un “clandestino”, pericoloso, un invasore, un potenziale terrorista“.

Infine, il Tribunale chiede: “una moratoria urgente dell’attuazione di tutti quegli accordi che similarmente all’accordo UE-Turchia e il Processo di Karthoum sono caratterizzati da assenza di controllo pubblico e dalla corresponsabilità nelle violazioni dei diritti umani fondamentali dei migranti.
Invita il Parlamento Italiano ed il Parlamento Europeo a convocare urgentemente Commissioni d’inchiesta o indagine sulle politiche migratorie, gli accordi ed il loro impatto sui diritti umani, nonché sull’uso e destinazione di fondi destinati alla cooperazione internazionale, al fine di identificare e perseguire eventuali responsabili.
Ritiene responsabilità specifica dei comunicatori e dei mass media di assicurare una corretta informazione sulle questioni migratorie, riconoscendo il popolo migrante non come una minaccia ma come titolare di diritti umani fondamentali“.

La sentenza completa

21 dicembre 2017