Gesuiti e rifugiati

Quando padre Pedro Arrupe, allora Preposito Generale della Compagnia di Gesù, diede vita al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, il 14 novembre 1980, sentiva che i rifugiati erano “segni dei tempi”, un aspetto della sua epoca che esigeva una risposta, in particolare dai gesuiti.  “Una tale situazione costituisce una sfida alla Compagnia di Gesù che non può essere ignorata”, scriveva. 

Come Preposito Generale, Pedro Arrupe ha guidato la Compagnia di Gesù attraverso la fase di rinnovamento avviata dal Concilio Vaticano II. Nel 1975 aveva convocato una Congregazione Generale, di cui il documento più influente è il Decreto 4, il cui punto centrale così recita: “In sintesi, la missione della Compagnia di Gesù oggi è il servizio della fede, di cui la promozione della giustizia costituisce un’esigenza assoluta in quanto fa parte di quella riconciliazione tra gli uomini richiesta dalla loro riconciliazione con Dio”.

E’ stato padre Kolvenbach a estendere a ciascun gesuita l’invito a interessarsi dei rifugiati. Riconoscendo nel 1990 che la risposta dei gesuiti al JRS era stata fino ad allora “magnifica”, soggiungeva che l’universalità della Compagnia, la sua mobilità e soprattutto la sua disponibilità apostolica sono qualità radicate nella sua tradizione che dovrebbero aiutare a far fronte alle sfide poste dalla crisi contemporanea dei rifugiati. Sfide sempre più attuali, che richiedono impegno, analisi e creatività.

1 dicembre 2012