Volontari

Senza i volontari non ci sarebbe il Centro Astalli

Papa Francesco – che ha visitato la mensa del Centro Astalli il 10 settembre 2013 – ha ricordato che accogliere e accompagnare i rifugiati non è un compito da lasciare a pochi specialisti. La fila che si snoda ogni pomeriggio a due passi da piazza Venezia, davanti alla porta verde di via degli Astalli 14/A, non dovrebbe lasciare indifferenti. “Queste persone ci ricordano sofferenze e drammi dell’umanità”, ha detto il Papa, “Ma quella fila ci dice anche che fare qualcosa, adesso, tutti, è possibile. Basta bussare alla porta, e provare a dire: Io ci sono. Come posso dare una mano?”.

Non si tratta solo di far fronte a una necessità materiale. La sfida è più ambiziosa. Promuovendo insieme, come collettività, la dignità dei rifugiati riscopriamo il gusto di lottare per il bene comune. Senza paura delle differenze, dunque, sono molte le opportunità di “dare una mano”.

Informati e informa. Da molti anni il Centro Astalli promuove nelle scuole i progetti Finestre – Storie di Rifugiati e Incontri – percorso sul dialogo interreligioso che danno l’opportunità di capire meglio e di contrastare i pregiudizi incontrando nelle classi rifugiati e persone di religioni diverse. Se sei un insegnante o un genitore, considera di proporre nella tua scuola questa esperienza.

Contribuisci, nel tuo piccolo, a risolvere un problema. Spesso siamo disposti a aiutare a distanza le persone e le famiglie meno fortunate. I rifugiati che vivono in Italia tra mille difficoltà sono i nostri vicini di casa. Anche un contributo economico modesto può rispondere a un bisogno molto concreto di uno di loro: aderisci alla campagna “Io sostengo da vicino”.

Partecipa. Se hai del tempo a disposizione, considera di dedicare del tempo al volontariato. È un modo concreto per aiutare e, soprattutto, un’occasione di incontrare dei rifugiati. Stabilire una relazione con loro è un’opportunità importante, per te e per la tua famiglia.

Chi sono i volontari del Centro Astalli?
Il volontariato al Centro Astalli è un’esperienza che accomuna centinaia di persone che ogni giorno svolgono un servizio gratuito in favore di richiedenti asilo e rifugiati.
Dalla mensa all’ambulatorio, dalla scuola di italiano ai centri d’accoglienza fino al centro d’ascolto la loro presenza è una ricchezza inestimabile per le persone che ogni giorno si rivolgono ai nostri servizi.
Il loro valore sta nella motivazione con cui svolgono mansioni loro affidate, nella voglia di mettersi a servizio degli ultimi e nella capacità naturale di mettersi in ascolto di chi, in fuga da guerre e persecuzioni, ha prima di tutto bisogno di sostegno e comprensione.

Come diventare volontario?
Il percorso per diventare volontario presso il Centro Astalli richiede all’inizio la disponibilità a mandare una mail all’indirizzo segnalato sotto. In seguito ci sarà uno scambio di informazioni sui servizi ma anche sullo stile con cui opera il Centro Astalli. Si tratta di un incontro per conoscersi e confrontarsi su attitudini e tempo che si vuole mettere a disposizione.
Al volontario si offre un contatto con la realtà dei migranti forzati attraverso collaborazioni e presenza, si chiede capacità di relazione e disponibilità responsabile al servizio. Il Centro Astalli cura momenti di formazione durante l’anno come alcuni eventi (presentazione del Rapporto Annuale, Giornata del Rifugiato, ecc.) e un corso in maggio di 3 incontri nella sede della Università Gregoriana. Inoltre all’interno dei singoli servizi si organizzano sessioni formative su aspetti specifici inerenti le attività. Si cerca ancora di migliorare il volontariato, perché il ruolo di ciascuno è fondamentale per sostenere l’accoglienza dei rifugiati nella nostra società.

Per saperne di più, si può contattare P. Alessandro Manaresi, responsabile dell’accoglienza dei volontari, scrivendo a: volontari@fondazioneastalli.it

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Desiderio, sogno e responsabilità

«I sogni nel cassetto prendono la muffa», «Ci saranno sempre dei sassi sul tuo cammino, dipende da te se farne dei muri o dei ponti». Qualche giorno fa ho ricevuto questi messaggi, due dei tanti aforismi che invadono la rete, mi sono sembrati perfetti per cominciare una riflessione sul volontariato al Centro Astalli.

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Un anno con i rifugiati – L’esperienza del servizio civile volontario

“Il Servizio Civile Nazionale è un modo di difendere la patria, un’opportunità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e quindi come valore di coesione sociale”. Così viene definito il Servizio Civile dalla legge del 6 marzo 2001 n° 64, che lo ha istituito ma, per me, Davide e Vanessa, ha significato molto di più.