I Rifugiati

Rifugiati, profughi, migranti forzati: sono persone che fuggono in cerca di protezione, dopo essere state costrette ad abbandonare, da un giorno all’altro, tutta la loro normalità. Arrivano dopo aver lasciato alle spalle tutto: affetti, lavoro, amici e un Paese in cui non potranno mai più tornare. Raramente ne sentiamo parlare, anche perché le guerre, le violenze e le violazioni dei diritti umani che avvengono nel mondo trovano raramente spazio nei media italiani.

Qualche esempio? La Repubblica Democratica del Congo, la Somalia, il Mali, la Siria… Una guerra che dura troppi anni smette di fare notizia, ma non cessa di mietere vittime innocenti.
Forse il silenzio più doloroso è quello che copre la silenziosa strage quotidiana che avviene nel Mediterraneo, il mare delle nostre vacanze. Il terribile naufragio del 3 ottobre 2013 ha turbato e commosso molti, ma le rotte insicure e costose, controllate da trafficanti senza scrupoli, restano l’unica via di accesso all’Europa per chi fugge dal suo Paese.

Ci sono molte definizioni di rifugiato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno stilato la Convenzione oggi nota come Convenzione ONU del 1951 relativa allo status di Rifugiato (Convenzione di Ginevra). Secondo la Convenzione, un rifugiato è colui che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese”. Uno dei principi essenziali della Convenzione di Ginevra è il principio di non respingimento (“non refoulement”): una persona che chiede protezione non può essere in nessun caso respinto verso luoghi dove la sua libertà e la sua vita sarebbero minacciati.

Il diritto d’asilo è espressamente previsto dalla Costituzione italiana, all’articolo 10: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

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Rifugiati nel mondo e in Europa

I migranti forzati sono un popolo immenso, che aumenta costantemente anno dopo anno. Di fronte a emergenze che diventano rapidamente catastrofi umanitarie (Siria, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Mali, Sudan e Sud Sudan) i sistemi di protezione appaiono sempre più fragili e incerti.

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Rifugiati in italia

Nel 2016 in Italia sono arrivati 181 mila migranti forzati, il 18% in più degli arrivi del 2015, se fino a settembre il numero di arrivi era in linea con quello dell’anno precedente, da ottobre c’è stata una svolta, quando si è superato il numero di arrivi di tutto l’anno 2016.

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Un dizionario per orientarsi

Per capire chi può usufruire del diritto d’asilo, occorre conoscere una terminologia che troppo spesso è male utilizzata. Ecco alcune parole essenziali per comprendere meglio il tema del diritto d’asilo.

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Gesuiti e rifugiati

Quando padre Pedro Arrupe, allora Preposito Generale della Compagnia di Gesù, diede vita al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, il 14 novembre 1980, sentiva che i rifugiati erano “segni dei tempi”, un aspetto della sua epoca che esigeva una risposta, in particolare dai gesuiti.